Giuseppe Conte (e gli altri) indagato

I giornali non ne parlano: in prima pagina non c'era traccia degli avvisi di garanzia recapitati a Conte e ai ministri Bonafede, Di Maio, Guerini, Lamorgese e Speranza.


Nelle pagine interne la notizia viene liquidata in poche righe. E dire che il fatto è unico nella storia repubblicana: mezzo governo indagato!


Le accuse sono gravissime

epidemia colposa, delitti colposi contro la salute pubblica, abuso d'ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino per le norme legate al lockdown. Niente. Silenzio, gli ordini sono altri. La stampa asservita continua la demonizzazione dei vacanzieri, degli aperitivi in spiaggia e delle discoteche.


Il "giornale unico"

fa da megafono ai virologi catastrofisti che (su probabile disposizione di Palazzo Chigi) tifano e in qualche modo invocano il ricontagio e nuove chiusure. L'avvocato di Volturara Appula si è già auto-assolto dai capi d'imputazione: ha comunicato tramite i propri organi di informazione che l'inchiesta non è altro che un atto dovuto e che la procura ritiene le accuse infondate.


La giustizia farà il proprio corso

vedremo. Una sentenza però è già stata scritta: sempre più italiani disprezzano l'operato di Conte, e lui disprezza l'opinione degli italiani. Se così non fosse non si mostrerebbe tanto sprezzante di fronte a più di 200 esposti piovuti da tutta Italia. A presentarli sono stati singoli cittadini.


E queste sono solo le pratiche

di cui siamo al corrente: non è difficile immaginare che ne siano state inoltrate molte altre e può darsi che questo sia l'antipasto. Alcune saranno anche campate in aria, non ne dubitiamo. Altre però saranno fondate, a meno qualcuno non consideri il popolo una massa di ignoranti. I filoni d'inchiesta sono due: c'è chi denuncia il governo per aver fatto poco e male nella lotta al virus (è sufficiente citare il «siamo prontissimi» di Conte di fine gennaio e la mancata istituzione della "zona rossa" nella Bergamasca), e chi ritiene che l'esecutivo, da un certo punto in poi, abbia adottato misure esagerate danneggiando l'economia e violando le libertà personali, tesi che sostengono giuristi dal curriculum più ricco di quello del legale foggiano. Sennonché il capo Dem Zingaretti fa delle accuse una medaglia: «Sono orgoglioso di come il governo ha affrontato l'emergenza.


È stato un esempio per tutto il mondo.

Dalla lettura dei giornali (quali, se non solo quelli proni) mi sembra di capire che l'inchiesta è un atto dovuto. Ma se ho letto bene anche la procura segnala come, allo stato attuale, reputi infondate le accuse». A leggerli deve aver fatto presto.


Leggermente differente il parere del senatore Gasparri:

«Per Conte, più che l'archiviazione, si imporrebbe l'arresto. Il premier è in condizione di reiterare il reato ipotizzato, perché in caso di rinnovata emergenza nessuno ci garantisce che non farebbe nuovamente gli errori che ha già fatto chiudendo le parti del Paese che non andavano chiuse e lasciando aperte le "zone rosse" segnalate dal comitato tecnico-scientifico. Conte poi potrebbe anche inquinare le prove. Sussistono quindi i requisiti previsti dalle leggi. Il Paese è esposto a un grave pericolo. L'inerzia degli organi inquirenti è preoccupante. Conte andrebbe bloccato perché la sua permanenza a Palazzo Chigi rappresenta una minaccia per la vita degli italiani». E intanto si è ancora in attesa della pubblicazione dei documenti secretati... ah, già: è la settimana di ferragosto!

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Scritto da Mauro Bertramè


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