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Il Papa, il rom e l'immigrato...

Se a Reggio Calabria o a Palermo un delinquente uccide, estorce, ricatta e minaccia pubblici ufficiali, si parla di metodi mafiosi.

Se le stesse cose avvengono a Milano sono metodi mafiosi ma solo se a compierli sono dei meridionali; se ad esempio sono lombardi, diventano “atti delinquenziali”.

Ecco da dove parte tutto il nostro buonismo, dal doppiopesismo campanilistico che ci fa interpretare la realtà al contrario.


Quindi se un commerciante immigrato evade le tasse

e Salvini o la Meloni lo accusano, quell'immigrato evaderà per sopravvivenza, mentre se lo fa un italiano nessuno lo difenderà e sarà un delinquente da punire severamente anche con l'arresto e la chiusura dell'attività!


Se un rom ruba in appartamento,

non manda i figli a scuola e brucia i rifiuti creando nubi di diossina lo fa per sopravvivenza, se un italiano getta un mozzicone per strada è uno sporcaccione che se ne frega del futuro del mondo.


Se il Papa schiaffeggia la mano di una una fedele

è un pover uomo di 83 anni, dall'equilibrio precario che va lasciato in pace, se lo fa uno qualunque è prevaricazione sulla donna.


Non importa chi stia compiendo l'atto "delittuoso", importa trovarne subito l'interpretazione politicamente corretta, che difenda chi è più simpatico a più gente possibile e soprattutto che faccia che più "pietas" possibile.

(Foto: skytg24)

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